Ultime notizie

salari

TERMOLIDalla Casa dei Diritti arriva la reprimenda su quanto avvenuto in centinaia e centinaia di casi clinici.

«Immaginate di affidare la vostra vita nelle mani di un medico. Un medico che, a vostra insaputa, è stato condannato, radiato o sospeso, ma continua a operare nell’ombra, protetto da un sistema inadeguato. Questa non è la trama di un thriller, ma la cruda realtà italiana, dove quasi 1.000 medici impuniti mettono a rischio la salute di tutti noi. L’associazione Casa dei Diritti grida allo scandalo, e si unisce al coro di chi chiede un cambiamento immediato, per garantire giustizia e sicurezza ai pazienti.

Margaret Spada, deceduta dopo una rinoplastica, e Simonetta Kalfus, in seguito a una liposuzione, sono solo due nomi, due vite spezzate dalla negligenza medica e da un sistema giudiziario che sembra voltarsi dall’altra parte. Le loro tragedie hanno portato alla luce un’indagine sconvolgente: quasi 1.000 medici radiati o sospesi continuano a esercitare, impuniti.

Carlo Bravi, il chirurgo finito sotto inchiesta per la morte di Simonetta, era già stato condannato a un anno per lesioni colpose nel 2024 per aver reciso un muscolo durante una mastoplastica ad un’altra donna. Operava, inoltre, in una struttura irregolare, “non sterile, non asettica e non fornita delle strumentazioni adeguate a fronteggiare l’attività svolta”, ma la sua pena venne sospesa in cambio di una multa.

Ma come si è arrivati a questo punto? Ai 900 medici radiati e sospesi ma ancora in piena attività? Purtroppo, la loro impunità è garantita da un meccanismo giudiziario che sembra ricamato su misura per non arrivare mai alle conseguenze per i reati e gli errori, anche mortali, commessi. Il primo passaggio di questa procedura spetta all’Ordine dei Medici, che interviene con estrema cautela, quando un medico o un altro operatore sanitario commettono qualcosa che può costituire un illecito disciplinare. A quel punto l’Ordine può irrogare una sanzione che può andare da un provvedimento disciplinare sino alla radiazione dall’Ordine. I medici irresponsabili e palesemente incompetenti vengono così fermati? Purtroppo, no. Sanzionati, sospesi o radiati che siano, i medici hanno diritto di fare ricorso alla Commissione Centrale per gli Esercenti le Professioni sanitarie (la Cceps): basterà infatti presentare il ricorso per sospendere l’efficacia della sanzione sino a che la Commissione non si pronuncia in secondo grado. I professionisti, con la legge attuale, possono quindi continuare tranquillamente a svolgere la loro attività fino al responso della Cceps.

Forse, a seguito di queste tragedie, qualcosa cambierà. Il Ministero ha annunciato, infatti, l’avvento di una nuova riforma, per contrastare questa malsana condotta dei medici e accelerare tutto l’iter procedurale: le sanzioni disposte dagli Ordini professionali contro i medici dovranno essere “immediatamente esecutive”. Perciò chi subirà una sospensione o una radiazione dovrà interrompere la propria attività lavorativa.

(La richiesta di cambiare le regole era arrivata già in tempi di Covid, quando l’Ordine faceva fatica a cacciare i medici no vax o assenteisti proprio per la lentezza delle procedure). La riforma su cui il Ministero sta lavorando punta, quindi, a velocizzare le procedure burocratiche e a renderle subito esecutive, senza aspettare il secondo grado di giudizio con la pronuncia della Commissione. “Questa proposta, a tutela dei cittadini e degli stessi professionisti, prevede interventi per snellire le lungaggini procedurali e rendere più spedita la trattazione e decisione del giudizio”, ha spiegato il Ministero.

Alla luce di quanto detto, l’esistenza di quasi mille medici radiati o sospesi che continuano a operare nell’impunità è una ferita aperta, e un campanello d’allarme che non possiamo ignorare. La riforma annunciata dal Ministero della Salute rappresenta un passo fondamentale verso la tutela dei cittadini, ma la sua implementazione dovrà essere rapida e incisiva. Non possiamo permettere che altre vite vengano spezzate a causa di un sistema che sembra proteggere i colpevoli anziché le vittime. L’associazione Casa dei Diritti continuerà a vigilare, affinché la giustizia prevalga e la sicurezza dei pazienti sia garantita».