Il 28 febbraio di quest’anno si è chiusa la causa di beatificazione di Alcide De Gasperi, la cui tomba si trova all’ingresso della Basilica di San Lorenzo, che frequento da oltre vent’anni per la mia messa domenicale.
Oggi si tengono in giro una serie di manifestazioni con al centro l’Europa, fatto molto singolare e “forse contraddittorio” se penso e vedo le tante adesioni, solo a Roma saranno tre piazze:
· piazza del Popolo, Cgil, Cisl e Uil (mai così in rottura mai così distanti tra loro), Anpi, Comunità di Sant’Egidio Agesci, etc.. Elly Schlein, (abbiamo visto i parlamentari come hanno votato) Nicola Fratoianni, Angelo Bonelli, Riccardo Magi, Matteo Renzi, Carlo Calenda) constatiamo tutti i giorni l’armonicità tra di loro, non ci sarà Giuseppe Conte per il quale “oggi manifestare per questa Europa significa manifestare per il piano di riarmo”.
· piazza Barberini manifesta Potere al popolo con lo slogan “Un furto ai danni dei lavoratori europei, che andrà a tutto vantaggio delle lobby delle armi, tanto quelle a base nazionale quanto quelle Usa”.
· piazza della Bocca della Verità manifestazione per Rizzo e Vannacci
Mia nonna avrebbe detto:” Si mischiano cime e Fronne” e avrebbe aggiunto:” chi la vò cotta e chi la vò cruda”.
Le crisi geopolitiche globali dimostrano che non possiamo più permetterci di essere solo spettatori, né di affidarci esclusivamente alla protezione americana.
Oggi siamo di fronte a un momento decisivo per il futuro della sicurezza europea.
L’Europa oggi è solo una macchina burocratica senza una vera politica estera comune, priva di una strategia di sicurezza condivisa, incapace di rispondere alle grandi sfide globali, nei miei anni di frequentazione di commissioni europee sempre per il lavoro ho avuto modo di toccare con mano la vacuità dei discorsi e ragionamenti che si tengono, in alcuni momenti non nascondo di aver fatto battute che in altri contesti avrei evitato del tipo, “ma che ci volete insegnare ? quando noi scrivevamo leggi -Cicerone o Giustiniano- voi ballavate con le penne attaccate al sedere.
L’Unione Europea, così com’è oggi, rischia di essere percepita come una sovrastruttura burocratica e inefficace, priva di un’anima politica capace di incidere realmente sullo scenario internazionale.
Questa non era la visione di Alcide De Gasperi, che già nel 1951, davanti all’Assemblea del Consiglio d’Europa, avvertiva:
“Se noi costruiremo soltanto amministrazioni comuni, senza una volontà politica superiore vivificata da un organismo centrale, nel quale le volontà nazionali si incontrino, si precisino e si animino in una sintesi superiore – noi rischiamo che questa attività europea appaia, al confronto della vitalità nazionale particolare, senza calore, senza vita ideale; potrebbe anche apparire ad un certo momento una sovrastruttura superflua e forse anche oppressiva”.
Oggi sarebbe necessario che l’Europa parlasse con una sola voce, la guerra in Ucraina, le crisi migratorie, le tensioni in Medio Oriente dimostrano che l’Europa deve smettere di essere spettatore e diventare protagonista della propria storia.
Alcide De Gasperi fu tra i primi a comprendere che la difesa dell’Europa non poteva essere affidata a una somma di eserciti nazionali, ma doveva passare attraverso la creazione di una difesa comune. Nel suo discorso all’Assemblea del Consiglio d’Europa del 1951, sottolineava: “La condizione essenziale per una resistenza esterna efficace è in Europa. È in Europa la difesa interna contro una funesta eredità di guerre civili […] Noi siamo consapevoli di doverci salvare e con noi il nostro patrimonio di civiltà comune e di esperienza secolare”.
De Gasperi vedeva nella Comunità Europea di Difesa uno strumento di pace, non di guerra, un’istituzione che avrebbe consolidato l’unione tra i popoli europei e impedito il ripetersi delle tragedie del passato.
Questa non era solo un’idea utopica, ma una strategia concreta per garantire la sicurezza collettiva e superare le divisioni tra gli Stati membri.
L’Europa sta rischiando seriamente di sbagliare strada: anziché costruire una difesa comune con una direzione politica unitaria, ha dato il via a un enorme aumento delle spese militari nazionali senza un reale coordinamento.
Come ricordava De Gasperi nel 1952: “Una vera unità organica dell’esercito non è possibile senza una graduale unità politica, la quale a sua volta può resistere soltanto se è contemporanea ad un processo di unificazione economica”.
Ciò significa che senza un governo politico europeo in grado di prendere decisioni strategiche unitarie, qualsiasi difesa comune sarebbe solo un’illusione.
L’Europa si prepara a sperperare 800 miliardi nel riarmo senza definire una strategia comune. Questo è un rischio enorme: si potrebbe finire per avere una moltiplicazione degli arsenali senza un’effettiva capacità di azione unitaria.
De Gasperi vedeva il ruolo dell’Europa nell’ambito della sicurezza globale con una difesa comune che non doveva sostituire la NATO, ma neppure esserne un semplice duplicato subordinato agli Stati Uniti.
L’Unione Europea resta; dipendente dalla NATO per la propria difesa, senza una reale autonomia strategica, le decisioni europee in materia di sicurezza sono sempre subordinate agli equilibri interni all’Alleanza Atlantica o, ai cambiamenti di rotta dell’alleato principale, anziché rispondere alle reali esigenze del continente.
Cosa succederebbe alla difesa Europea se gli Stati Uniti uscissero dalla Nato? Qualche mese fa sembrava fantapolitica, con Trump è uno scenario da considerare.
Serve un’Europa capace di difendersi, ma anche di costruire la pace, con una politica estera autonoma e una difesa comune realmente efficace.
È arrivato il momento di riprendere in mano il sogno di De Gasperi che nel 1950, in due interventi trasmise la sua visione dell’unità dell’Europa come garanzia di pace tra i paesi del continente e di difesa da minacce esterne;
«Purtroppo questa nostra e vostra attività è minata da tendenze di parte, da personalismi, che – anche se intese al raggiungimento dello scopo comune – intralciano il lavoro e danno ai nostri amici europei la infelice impressione di italiani disorganizzati, litigiosi, senza alcun affidamento o serietà. […] È da augurarsi che ognuna delle varie correnti si renda conto che bisogna lavorare insieme, e che questa iniziativa sia elemento di concordia e di utile discussione. […] Dobbiamo curare che la nuova forma politica ed economica del continente non sia un artificio non rispondente a certe esigenze reali che noi non possiamo modificare a nostro piacimento. […] I negoziati in corso tra gli Stati Uniti dell’Europa per intese economiche sempre più ampie, e l’attività dell’Assemblea di Strasburgo, debbono essere lealmente appoggiate e concretamente incoraggiate da ogni singolo paese se vogliamo proseguire nel nostro cammino verso la creazione di un organismo europeo efficiente».
«L’Europa unita è il più grande baluardo della pace. I popoli d’Europa, vittime della guerra di ieri e destinati ad essere le prime vittime di una deprecabile guerra di domani, non vogliono né possono volere la guerra. Le correnti democratiche prevalenti in Europa si assoceranno tutte con la democrazia statunitense per costituire nel mondo un regime di libertà, di sicurezza, di pace. La salvezza sta in questa unità di libere forze; il pericolo viene dalla discordia e dalla disintegrazione dell’Europa. […] Pace interna e pace esterna noi vogliamo; questo e non altro è l’ideale che noi serviamo; ideale di un’Italia ordinata in un regime di libera democrazia, contraente leale di un patto di sicurezza internazionale, membro attivo ed efficiente di un’Europa unita nella difesa della pace».
Sono e rimango un visionario, non nascondo che tante volte volgendomi verso la sua tomba di De Gasperi mi viene da chiedergli come siamo potuti finire così in basso? Poi mi faccio una risata ed entro in chiesa.
Alfredo Magnifico
